Ippolito Sabino

(Lanciano, 1540 ca. – ivi, 25 agosto 1593)

Esponente più illustre di una famiglia di musicisti e organari, Ippolito, nato intorno al 1540, è uno dei più importanti compositori del secolo XVI, avendo dato alle stampe in un periodo molto particolare per l’editoria musicale, nata da pochi anni, un numero considerevole di opere profane e sacre. E’ stato calcolato che per gli anni che vanno dal 1551 al 1650 furono stampate 5516 edizioni musicali di cui 4232 nella sola Venezia e 1284 fuori della Repubblica. In questo quadro generale si colloca Ippolito che pubblica per gli editori cinque opere di musica sacra, dieci volumi di Madrigali (comprese le ristampe), e numerose singole composizioni presenti in antologie e raccolte in un periodo che va dal 1570 al 1589. La forma poetico-musicale del Madrigale era quella più in auge nel Cinquecento e per essa, solitamente, i compositori sceglievano i testi di Petrarca, Boccaccio, Bembo, Sannazzaro, Ariosto e di altri famosi poeti, che diventavano una base eccellente per le raffinate elaborazioni polifoniche. L’abilità del musicista fu quella di “tradurre” musicalmente non tanto la struttura metrica del testo ma addirittura il contenuto poetico, le suggestioni letterarie. Ippolito fu attivo come organista nella Basilica di San Giovanni in Laterano tra il 1550 e il 1551. Di lui sappiamo che sposò Cornelia di Spezio dalla quale ebbe dieci figli: Laura (1563), Giovanni Carlo Francesco (1565), Giovanni Antonio (1568), Giovanni Paolo (1570), Giovanni Gioseppo (1572), Urania (1574), Laura (1576), Giovanni Carlo (1578), Orazio (1580 – 12 aprile 1623), Francesca (1586). Di questi almeno due si dedicarono alla musica: Giovanni Carlo Francesco, di cui il padre pubblicò due madrigali nel 1565 e nel 1587 e Orazio (morto a Lanciano il 12 aprile 1623), eccellente organista e musicista della cattedrale di Lanciano. Entrambi furono maestri della Cappella Musicale della Santa Casa del Ponte di Lanciano negli anni 1568-1590. Il primo a richiamare l’attenzione su Ippolito Sabino fu Corrado Marciani che ci fornisce essenziali notizie sulla sua vita. A testimonianza di una fama che valicò i tempi, riportiamo un giudizio su Hippolito che lo storico lancianese Giacomo Fella riporta nei suoi manoscritti: «Nec sine honore fraudandus est Hippolitus musicus et organicus illustrissimus, cujus musica plurima in lucem edita non est qui nesciat. Periit VIII Kalendas Septembris 1553. Superet Horatius itidem musicus et organicem Aedis Cathedralis, qui periit pridie Idus Aprilis 1626. Camillus frater ipsius et filius Hippoliti, organarius nobilis, organo ubique fere locorum conflat.» Ippolito morì, secondo Corrado Marciani, il 25 agosto 1593.

Frontespizio de Il primo libro de Madrigali di Ippolito Sabino

Per saperne di più:

Gianfranco Miscia, Dizionario dei personaggi della storia e della cultura lancianese, Lanciano, Rotary Club di Lanciano, 2006, ad vocem.
Ippolito Sabino, I Madrigali. Vol. I, Bologna, Edizioni Bongiovanni, 2007 (Archivio Musicale Abruzzese, 5).

 

22 Visite totali, 1 visite odierne